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    1. Piccole donne

      Film 2019 | Drammatico, 135 min.

      Regia di Greta Gerwig. Un film Da vedere 2019 con Saoirse Ronan, Emma Watson, Florence Pugh, Eliza Scanlen, Timothée Chalamet. Cast completo Titolo originale: Little Women. Genere Drammatico, - USA, 2019, durata 135 minuti. Uscita cinema giovedì 9 gennaio 2020 distribuito da Warner Bros Italia. Oggi tra i film al cinema in 5 sale cinematografiche - MYmonetro 3,22 su 40 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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      Tratto dall'omonimo romanzo di Louisa May Alcott, il percorso di crescita di una famiglia composta da sole donne. Il film ha ottenuto 6 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, 2 candidature a Golden Globes, 5 candidature e vinto un premio ai BAFTA, 9 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, 1 candidatura a Writers Guild Awards, 1 candidatura a Producers Guild, Il film è stato premiato a AFI Awards, 5 candidature e vinto 2 NSFC Awards, In Italia al Box Office Piccole donne ha incassato 5,9 milioni di euro .

      Piccole donne è disponibile a Noleggio e in Digital Download
      su TROVA STREAMING e in DVD e Blu-Ray su IBS.it. Compralo subito

      Consigliato sì!
      3,22/5
      MYMOVIES 3,00
      CRITICA 3,39
      PUBBLICO 3,27
      CONSIGLIATO SÌ
      Un lettura personale che parla di donne, arte, soldi. Perché non è più tempo per scegliere tra matrimonio o morte.
      Recensione di Marianna Cappi
      venerdì 20 dicembre 2019
      Recensione di Marianna Cappi
      venerdì 20 dicembre 2019

      La sagoma di Jo, di spalle, che guarda oltre un vetro, come una madre guarderebbe un neonato in un nido. Qualcosa nascerà, oltre quel vetro: il suo romanzo, "Piccole Donne". Quelle di Greta Gerwig partono da qui. Il famoso "Natale non sarà Natale senza regali" arriverà dopo, in uno dei tanti flashback, perché è così che la regista americana ha scelto di strutturare il racconto: mescolando i romanzi della serie e combinandoli con momenti della biografia di Louisa May Alcott, ma anche della propria, perché questi momenti riguardano l'essere autrice e donna, ieri e oggi, in un mondo di uomini.

      La Gerwig dà una propria versione di "Piccole Donne", con un taglio preciso, che mette in luce gli ostacoli sulla strada dell'autonomia femminile, la natura contrattuale del matrimonio, in particolare per la donna, e in generale le conseguenze sociali e individuali della sua mancata indipendenza economica ("married or dead", insinua zia March, che non avrà sempre ragione ma non ha mai torto).

      è una visione legittima, chiara e sempre attuale. Meno legittima e riuscita è invece la compressione degli episodi chiave del romanzo in scenette strizzate e prosciugate della loro emozione: dov'è la paura di Beth di solcare la porta di casa Lawrence, mista al desiderio che la consuma di mettere le dita su quel pianoforte solitario? Dov'è il senso di colpa di Amy per quel che ha fatto, in preda alla gelosia, al manoscritto di Jo? Anche la scena dell'incidente sul lago ghiacciato è sprecata (persino girata maluccio), per non parlare di Louis Garrel nei panni del professor Bhaer ... (a quel punto meglio il Mark Stanley della recente miniserie BBC).

      Però le piccole donne di Greta Gerwig (eccetto Beth, inspiegabilmente sbiadita) hanno personalità e carisma. Hanno i colori e i bronci dei dipinti di Lilly Martin Spencer e Winslow Homer, il modo di incedere delle Damsels in distress di Whit Stillmann, sono ragazze-tornado che portano caos, sovvertono la tradizione, e alla lunga s'impongono, con i loro difetti, i loro tempi dubbi (perché quei ralenti nella prima parte? E tanta fretta, invece, dove si è sempre dato spazio al dramma?) e riescono persino a farci accettare l'improbabile Laurie di Timothée Chalamet e soprattutto la Amy di Florence Pugh, inaspettata ma sorprendente, capace di tenere testa alla protagonista (l'alter ego e musa della regista, Saoirse Ronan).

      Sul finale, la Gerwig si sostituisce alla Alcott e riscrive nel suo stile l'epilogo, forse rendendo giustizia alla scrittrice, di certo riportando decisamente il discorso su se stessa, così che di questo Piccole Donne si potrà dire bene o male, che è una modernizzazione o una banalizzazione, una boccata d'aria fresca o un tradimento, ma sicuramente non si potrà non riconoscere che si tratta di una lettura personalizzata e non ricordare chi lo firma. E forse il punto, tra le righe e i fotogrammi, era anche e soprattutto questo.

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      Una nuova versione per le donne del nuovo millennio.
      Overview di Massimiliano Carbonaro
      martedì 3 settembre 2019

      Greta Gerwing continua nel suo personalissimo racconto del mondo femminile e dopo il bellissimo e delicato Lady Bird torna al cinema con l'adattamento di Piccole donne di cui è regista e sceneggiatrice. In questa nuova sfida si fa affiancare ancora una volta da Saoirse Ronan chiamata a calarsi nell'iconico ruolo di Jo una delle quattro sorelle March al centro della narrazione sia del libro che del film.

      Ogni età ha le sue Meg, Jo, Beth, e Amy: negli anni Trenta del secolo scorso fu realizzato un adattamento del libro da George Cukor con Katharine Hepburn nel ruolo di Jo; nel 1949 è stato il regista Mervyn LeRoy dirigere Elizabeth Taylor e Janet Leigh. Mentre più recentemente è toccato a registi donne, come Gillian Armstrong, che nel 1994 ha realizzato una nuova versione di Piccole donne che vedeva nel cast Winona Ryder, Samantha Mathis e Claire Danes e Kirsten Dunst.

      C'era bisogno di un altro film tratto dall'immortale libro di Louisa May Alcott, soprattutto dopo l'ottima versione realizzata negli anni Novanta? Probabilmente sì perché i tempi cambiano e la sensibilità - per fortuna - si evolve: sono questi gli anni del movimento Me Too ma anche della serie super premiata The Handmaid's Tale che comunque da soli non bastano a riassumere una maggiore e più evidente consapevolezza delle donne nel contrastare l'altrettanto evidente arretratezza di un certo pensiero tutto al maschile. Quindi ecco, di nuovo Piccole donne, con un parterre di attori straordinari e la volontà di riaffermare - come nello stesso libro - quella "strenght" tutta femminile che è ben presente nelle diverse sfaccettature nel libro datato 1868.

      Il resto, appunto, lo fa un super cast. Direttamente da Lady Bird troviamo anche il bravissimo Timothée Chalamet, ma in generale è l'intero gruppo di attori chiamato dalla Gerwing ad essere superlativo, infatti Florence Pugh diventa Amy, Emma Watson (la sempre brava Hermione Granger) si cala nei panni di Meg e infine Eliza Scanlen (che si è fatta notare in Sharp Objects) in quelle di Beth.

      Ma a fianco a queste giovanissime esponenti del nuovo cinema americano troviamo due icone come Laura Dern che negli ultimi anni ha cominciato a dividersi tra il cinema e la tv (dall'ultimo Star Wars a Big Little Lies), qui nei panni della madre di questa esuberante famiglia e soprattutto Meryl Streep che riveste il ruolo della zia.

      Insomma continua il successo del libro della Alcott che per altro nel corso degli anni ha visto un adattamento televisivo della Rai nel 1955 - quando ancora le serie tv si chiamavano sceneggiati - e uno più recente nel 2017 della BBC. Ma negli anni Ottanta sono stati persino tratti due anime, i cartoni animati giapponesi.

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      PICCOLE DONNE
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      RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
      mercoledì 15 gennaio 2020
      M.Raffy

      Diversi sono stati gli adattamenti di Piccole Donne, ma ciò che contraddistingue fin dall'inizio la versione della Gerwig è la capacità di rileggere in maniera personale le vicende delle quattro sorelle March, così familiari a tante generazioni. Il ritmo del racconto è scandito da continui salti avanti e indietro nel tempo, forse a volte un pò bruschi [...] Vai alla recensione »

      domenica 2 febbraio 2020
      samanta

      Questo è il quarto film sonoro tratto dai due romanzi di L.M. Alcott (Piccole donne e Piccole donne crescono): il primo del 1933 con la regia di Cukor e con Katharine Hepburn che interpreta Jo, nel 1949 con la regia di Mervyn LeRoy (Meg: Elisabeth Taylor, Jo: June Allison) e  nel 1994 con la regia di Gillian Armstrrong (Jo: Whinona Ryder).

      mercoledì 29 aprile 2020
      Felicity

      Va riconosciuto il coraggio a Greta Gerwig per aver deciso di affrontare una volta di più Piccole donne, il capolavoro letterario di Louisa May Alcott.  La regista ci dà la sua versione di una storia senza tempo, che non ha mai smesso di parlare al nostro presente e, grazie all’audace scrittura e regia della Gerwig, rivive nei colori vivaci, nei magici paesaggi e nei romantici [...] Vai alla recensione »

      giovedì 30 gennaio 2020
      Amdg

      Una storia mandata a memoria tanti anni fa, vista con trasporto ieri sera. Meravigliosa illustrazione pensata per chi già conosce libro e film precedenti, con una inedita esplicitazione degli scarsi diritti delle donne. Ma non è quello che mi ha presa: io ero là con loro e come ogni donna in sala ero quella Jo che scrive, selvaggia e sempre a cercare di stare in piedi con le proprie [...] Vai alla recensione »

      venerdì 7 febbraio 2020
      CineFoglio

      Le parole stampate di un grande classico della letteratura prendono vita sotto forma di volti, suoni e palpitazioni in questo adattamento di Little Women firmato Gerwig.   Piccole Donne è una pellicola che si adatta ai gusti ed ai generi di tutti, almeno questo è l’intento della regista, e ce lo dimostra nella manipolazione del testo originale e nella direzione [...] Vai alla recensione »

      domenica 2 febbraio 2020
      Inesperto

      Di grandissima intensità, questo lungometraggio, a tratti, regala belle emozioni. Il ritmo non cala mai durante l'alternarsi dei flashback col racconto in tempo reale; anzi, quest'operazione rende maggiormente chiare le dinamiche interne. E' davvero toccante vedere come questa famiglia di umili condizioni, formata da sole donne, sia così unita ed allegra.

      martedì 21 gennaio 2020
      CarlaAs

       Classico e moderno, forte e tenue, intenso e fresco. E' su questo doppio binario che la giovane Greta Gerwig costruisce la sceneggiatura del suo "Piccole donne", adattamento cinematografico del celebre romanzo di formazione di L. M. Alcott e lo dirige con una maggiore consapevolezza, con una uniformità concettuale e una diversa maturità rispetto al precedente "Lady [...] Vai alla recensione »

      lunedì 13 gennaio 2020
      loland10

      “Piccole donne” (Little Women, 2019) è il terzo lungometraggio della regista californiana Greta Gerwing. Un libro e un film, una storia e tante riduzioni cinematografiche. ‘La vita è così breve che litigare è da stolti’. La saggezza abita in questa casa. Un film che si compiace del suo gusto in modo giusto, che scava gli umori e gli amori senza [...] Vai alla recensione »

      domenica 12 gennaio 2020
      Ruger357MgM

      Non essendo donna, né avendo mai , per la stessa ragione,avuto la curiosità di leggere il libro di L.M. Alcott e pur conservando memoria della versione con Elizabeth Taylor, non avendolo mai visto fino alla fine, mi sono accostato con curiosità a questa riedizione 3.0 " All stars ".Ho visto un' opera ben congegnata sotto il profilo della tecnica cinematografica, connotata [...] Vai alla recensione »

      lunedì 13 gennaio 2020
      casomai21

      Un cast stellare accompagna le storie parallele di quattro sorelle,seguite da una madre saggia e da una cinica zia Meryl Streep,accomunate da problemi economici private del padre un genit partito per il fronte della guerra di secessione,ma molto determinate a realizzare, (pur tra i pregiudizi dell'epoca) ad ogni costo il loro progetto di vita. Solo la ricchezza e il talento letterario può [...] Vai alla recensione »

      venerdì 10 gennaio 2020
      Ghisi Gr??tter

      Il film “Piccole Donne” di Greta Gerwig è un’operazione di attualizzazione di un romanzo che tutte le donne, di almeno tre generazioni, hanno letto. E se non lo hanno letto hanno sicuramento visto un film tratto dal romanzo di Louisa May Alcott del 1868. Cinque, infatti, sono stati i film, di cui due versioni animate, più una serie tv BBC del 2017 e, in Italia, uno [...] Vai alla recensione »

      venerdì 10 gennaio 2020
      mardou_

       Quando il cast femminile si è detto scioccato per l'esclusione del film dalle nomination ai Golden Globes 2020, è come se avesse avuto la stessa reazione della piccola Jo quando riceve una critica severa ma giusta sulla qualità dei suoi (mediocri) racconti: quella di una bambina capricciosa e ferita. Ora la questione non è se Greta Gerwig abbia o meno talento, [...] Vai alla recensione »

      lunedì 18 maggio 2020
      marione

      Con onestà e coraggio Greta Gerwig dichiara all'inizio la propria riscrittura del classico racconto. Ma troppi flashback rovinano la fluidità e l'emozione del racconto, l'approfondimento dei personaggi risulta a tratti superficiale per l'intento forte di dimostare le tesi moderniste, eccessive in una storia che si svolge a Concorde a metà dell'800.

      martedì 31 marzo 2020
      Serenity

      Le numerose recensioni positive mi avevano fatto ben sperare per questo film, purtroppo devo dire di essere rimasta molto delusa. I continui salti temporali tolgono profondità e coerenza alle vicende (come si può capire lo stato d'animo di Laurie se, subito dopo essere stato respinto da Jo, lo si vede dichiararsi ad Amy?). Inoltre la voglia di libertà e d'indipendenza di [...] Vai alla recensione »

      domenica 12 gennaio 2020
      Marzia

      Anche se all'inizio il film mi ha convinto poco, durante la proiezione mi  ha attratto e la visione è stata piacevole. Bellissime scene, costumi e colori. Ottima l'ambientazione

      sabato 11 gennaio 2020
      MichelaP

      Quando da bambina lessi il libro "Piccole donne" amai subito l'atmosfera magica delle sorelle March, l'amore per le piccole cose, per le piccole gioie quotidiane, il calore della famiglia, la forza della generosità e dell'amicizia, perchè erano questi i valori che la Alcott voleva trasmettere, in quesa versione cinematografica non ho trovato tutto ciò.

      domenica 5 aprile 2020
      Barbi

      Sono cresciuta con piccole donne: romanzo, cartoni e film. Il capolavoro resta il film del 1994 che resta tuttora inarrivabile per fedeltà al romanzo sia nella scelta del cast che nella cura di sceneggiatura, costumi e musica. Questo film, non mi è piaciuto. Non ho retto oltre i 15 minuti: Jo bionda con i capelli biondi e gli occhi azzurri?? Troppe imprecisioni arbitrari, salti avanti [...] Vai alla recensione »

      sabato 1 febbraio 2020
      joker91

      Guardabile,ottimo il cast su tutte la Roman e la Pough. Questa è la terza versione che vedo di PICCOLE DONNE e ormai la storia la conosco a memoria. Devo ammettere che in questo nuovo rifacimento le emozioni che trasmettono le attrici sono tutte intense e avvolgenti,tanto che è difficile restare indifferenti. Un buon film impermeato di sentimenti profondi,coerenza,eleganza e armonia [...] Vai alla recensione »

      domenica 26 gennaio 2020
      cosimotralcio

      Da vedere tutto d'un fiato. Un capolavoro.

      giovedì 16 gennaio 2020
      francesca50

      Il film pur avendo reso la storia meno romantica e con un epilogo diverso dalla originale nel complesso ci fa rivivere un'epoca di bei sentiment. Pregevoli poi i costumi e la recitazione ma non del professore che sposa Jo.Quella scena è molto poco ben resa se la si paragona al precedente!Comunque meno male che si ritorna a storie decenti che ho visto affollate da molte brave giovani.

      sabato 11 gennaio 2020
      joaovieirapinto

      Il cast è superlativo, e la regia ha poche pecche (splendidi anche i costumi). Detto questo, il soggetto è datato, buonista e pure ingenuo: forse l'ultimo romanzo della Alcott che avrei riadattato nel 2020. Però almeno intrattiene, e si esce comunque dalla sala con un mezzo sorriso e un piacevole retrogusto di Girl Power.

      FOCUS
      SCRIVERE DI CINEMA
      mercoledì 15 gennaio 2020
      Sara Gelao, Vincitrice del Premio Scrivere di Cinema

      Guardando Piccole donne (guarda la video recensione) assistiamo ad una costellazione di accorati exploit di personaggi che a gran voce decantano la libertà individuale, che scalfiscono limiti di genere e luoghi comuni dettati dalla società, che fanno dei loro intimi tormenti viscerale linfa artistica. Notti insonni si succedono tutte allo stesso modo: dita nere d'inchiostro versato a lume di candela. L'inchiostro della penna di Jo fluisce irrefrenabile e instancabile la sua mano continua a macchiare la carta di vita. Una vita che si fa parola e una parola che vuole farsi vita.

      Ecco dunque uno dei leitmotiv del film: l'ambizione, quella slegata dai suoi compromessi. Un'ambizione talvolta sfrontata ma intimamente sincera, che risulta prerogativa di quasi tutti i personaggi, seppur affamati di cose diverse.

      Piccole donne ci mostra il lato buono e lungimirante della disobbedienza dettata dall'inesauribile ambizione, quello che animato da passione si destreggia fra acque controcorrente avvicinando mete agognate. Un concetto che risuona all'unisono con molte storie portate sul grande schermo, soprattutto se si restringe il campo alle questioni di genere. è il caso del recente Una giusta causa, dove una donna si batte per diventare avvocato ed essere apprezzata come tale in un'università di quasi solo uomini. E ancora potrebbe balenarci in mente un altro titolo americano come il campione d'incassi The Help, in cui una donna dei primi anni sessanta accantona tradizionali life goals, come matrimonio e famiglia, per farsi spazio nel difficile mondo editoriale (non molto lontano da quello di Piccole Donne appunto) e dar voce alla taciuta realtà della segregazione razziale delle donne afroamericane.

      Orgogliosa, sognatrice e combattente oltre che scrittrice per natura, Josephine March è allora pancronica e paradigmatica eroina di tante donne, compresa quella della regista.
      Dichiarata è l'ispirazione a Elena Ferrante, "anonima" scrittrice italiana (un po' alla Jo March) alla quale la Gerwig dice di aver pensato ancor prima che il film prendesse forma. Non stupisce che la Ferrante possa essere stata una sorta di faro, dal momento che nel 2016 il settimanale "Time" l'ha inserita tra le 100 persone più influenti al mondo come caso editoriale internazionale. "Autrice fantasma" di successi come L'amore molesto o la quadrilogia de L'amica geniale (guarda la video recensione) (diventati rispettivamente un film diretto da Mario Martone e un'acclamata serie televisiva italo-statunitense) appare in estrema sintonia con Greta Gerwig non solo quando cita Piccole donne nei suoi scritti ma anche nella centralità marcatamente e fieramente femminile dei personaggi.

      INCONTRI
      giovedì 9 gennaio 2020
      Claudia Catalli

      Si può amare così smodatamente la scrittura da mettere tutto il resto in secondo piano? Il nuovo film firmato Greta Gerwig risponde attraverso la sua protagonista, l’indomita Jo March di Piccole Donne. Nel tracciare il percorso di vita di lei e delle sue sorelle, la regista californiana di origini tedesche riflette approfonditamente sul ruolo della scrittrice ieri come oggi, sulle difficoltà di praticare l’arte della scrittura senza trascurare la vita privata – o finendo per farlo - ma anche su sé stessa in quanto autrice.
       

      Ha esordito dietro la macchina da presa appena tre anni fa, con il pluripremiato Lady Bird (guarda la video recensione), eppure vanta già uno stile personale, maturo e riconoscibile che nel remake convincente di Piccole Donne (guarda la video recensione), dal 9 gennaio nelle sale italiane, si rivela in tutta la sua forza narrativa.

      Da dove nasce la sua passione per la storia di Louisa May Alcott?
      È un libro con cui sono crescita, l’ho amato così tanto che mi ha dato la voglia di scrivere e diventare un’autrice. Quando l’ho riletto, tanti anni dopo – ne avrò avuti una trentina – ho provato una sorta di shock pensando a quanto fosse moderno e avanti con i tempi. Affronta temi quanto mai attuali, tra cui quelli su cui mi sono ritrovata a ragionare parecchio nella mia carriera: l’ambizione, il diritto d’autore, la questione femminile, la parità dei diritti tra uomo e donna, tutti argomenti su cui ancora oggi dibattiamo.

      C’è chi considera il suo Piccole Donne una sorta di rilettura femminista dell’originale. Concorda?
      Sì, nella misura in cui lo stesso femminismo di Alcott non era in alcun modo escludente: la storia vanta ottimi personaggi femminili, certo, ma anche quelli maschili sono notevoli. È qualcosa di illuminante per tutti, parla di uguaglianza di diritti nel matrimonio, di uomini che finiscono per far parte del gruppo di "Piccole donne" quasi come fossero altre sorelle, è una storia profondamente inclusiva.

      Da Lady Bird a Piccole Donne, il suo viaggio con Saoirse Ronan continua…
      È una delle migliori attrici della sua età, brillante e talentuosa. Mi sento fortunata ad averla incontrata e ad averci già lavorato due volte, è unica. Così come sono stata contenta di dirigere Emma Watson, amo il suo lavoro come attivista e femminista, è sensibile e intelligente, mi ha sorpreso.

      A proposito di brave attrici, come ha convinto Meryl Streep a far parte del progetto?
      Eravamo a pranzo, è una fan del romanzo, mi ha semplicemente detto: «Greta, nel tuo film voglio esserci». È bastato questo a rendermi la vita molto più semplice: quando fai il suo nome tutti dicono di sì e non vedono l’ora di dividere il set con lei.

      Quali ingredienti servono per mettere assieme un buon cast?
      Intuizione, fiducia, autostima. Devi credere nella tua capacità di dirigerle. Sono stata molto fortunata ad avere un gruppo di attrici così giovani eppure già così brave e affiatate.

      Sul grande schermo le vediamo affrontare due fasi della vita diverse ma ugualmente complesse, infanzia e età adulta, raccontate attraverso salti mnemonici. Come mai?
      La struttura narrativa che ho scelto dipende dal fatto che ci tenevo a raccontarle anche da adulte, essendo io stessa adulta avevo la chance di poterne esplorare meglio e più a fondo le avventure emotive. È stata una ricerca nella ricerca: attraverso il percorso di Jo March tesa ad affermarsi come autrice volevo ritrovare Alcott e me stessa, la passione della scrittura che ci accomuna. La verità? Il mio Piccole Donne è una storia d’amore, non tra una donna e un uomo, ma tra una ragazza e il suo romanzo.

      Frasi
      Scrivere non aumenta l'importanza delle cose: la riflette.
      Una frase di Jo March (Saoirse Ronan)
      dal film Piccole donne - a cura di Silvia
      STAMPA
      RECENSIONI DELLA CRITICA
      giovedì 9 gennaio 2020
      Roberto Nepoti
      La Repubblica

      Tra i tanti adattamenti del romanzo di Louisa May Alcott il primo è muto; gli ultimi sono una miniserie e un film ambientato ai nostri tempi, usciti entrambi due anni fa per il centocinquantenario del libro. Affermatasi prima come attrice, poi come regista del premiato Lady Bird, Greta Gerwig ne propone ora una nuova versione fedele e intelligente, che mette assieme due periodi della vita delle sorelle [...] Vai alla recensione »

      martedì 14 gennaio 2020
      Giulia D'Agnolo Vallan
      Il Manifesto

      Freewheeling, spensierata (letteralmente, ?a ruota libera?), è una parola che Greta Gerwig usa spesso per descrivere la sua visione estetica per Piccole donne. Eppure, nonostante gli incalzanti movimenti di macchina del francese Yorick Le Saux, (Carlos, Io sono l' amore, Sils Maria...), l' intercalare dei ralenti ?poetici?, un' abbondanza di corse, balli piroettanti e capriole, lo spumeggiare dei riccioli [...] Vai alla recensione »

      venerdì 10 gennaio 2020
      Anna Maria Pasetti
      Il Fatto Quotidiano

      Piccole donne di una grande rivoluzione. Che persino Elena Ferrante ha scelto quale "chiave di svolta" per le sue Lila e Lenù ne L' amica geniale: d' altra parte tutte vogliono diventare Jo March, l'una perché selvaggia e ribelle, l'altra perché determinata a costruirsi un destino da scrittrice e soprattutto da donna libera ed emancipata. Romanzo eterno, evergreen per definizione, femminile e femminista [...] Vai alla recensione »

      lunedì 27 gennaio 2020
      Simona Busni
      Fata Morgana

      Scrivere di Piccole donne (in tutte le sue varianti o trasposizioni) è un po' come sottomettersi a un'estenuante seduta di ipnosi regressiva in cui si è, allo stesso tempo, analista e paziente. Forse perché si tratta del primo romanzo che generazioni intere di lettrici in erba (compresa la sottoscritta) hanno letto proprio come si vede un film: ossia, lasciando che nuove enormi figure invadessero lo [...] Vai alla recensione »

      domenica 19 gennaio 2020
      Alberto Cattini
      Gazzetta di Mantova

      Greta Gerwig, autrice di "Lady Bird", protagonista di non poche provocazioni cinematografiche del suo compagno, il sofisticatissimo Noah Baumbach, ha scelto Saoirse Ronan come alter ego delle sue storie. Hanno una recitazione molto simile, sprigionano una vitalità irrequieta, offrono un'espressività mobilissima. Greta è più sul versante off del cinema indipendente, Saoirse su entrambi i registri del [...] Vai alla recensione »

      venerdì 17 gennaio 2020
      Federico Pedroni
      Duels.it

      Jo March (Saoirse Ronan) è una scrittrice, o almeno si sente tale. La incontriamo nell'ufficio di una casa editrice, intenta a vendere un racconto scritto "da una sua amica"; pronta, nell'inseguire il suo sogno, a sacrificare la morale del suo narrare. Ci vuole un messaggio edificante? Lei è pronta a fornirlo. Le donne nei libri devono essere "o mogli o morte"? Non c'è problema.

      martedì 14 gennaio 2020
      Vera Mandusich
      Cinequanon

      Piccole donne. Ancora Piccole donne. Quante altre versioni verranno realizzate del romanzo di Louisa May Alcott? Escludendo le serie televisive e i film d'animazione, questa firmata da Greta Gerwig dovrebbe essere la sesta (ma potrei sbagliare per difetto). A mettere in fila le trasposizioni, in particolare quelle del 1933, del 1949 e del 1994, firmate rispettivamente da George Cukor, da Mervyn LeRoy [...] Vai alla recensione »

      lunedì 13 gennaio 2020
      Gianni Canova
      We Love Cinema

      "Ho attraversato molte difficoltà, perciò scrivo storie allegre". è questa la frase di Louisa May Alcott che la sceneggiatrice e regista Greta Gerwig fa apparire sullo schermo in apertura del suo adattamento del capolavoro della Alcott Piccole donne. La frase è tecnicamente una sorta di ossimoro: fa coincidere gli opposti, li lega l'uno (l'ostacolo, la difficoltà, il problema) all'altro (l'allegria). [...] Vai alla recensione »

      lunedì 13 gennaio 2020
      Anton Giulio Mancino
      La Gazzetta del Mezzogiorno

      L'idea impressionante che domina la nuova versione cinematografica di dell'ormai classico della letteratura Piccole donne di Luisa May Alcott, pubblicato per la prima volta nel 1868, è lo spirito femminista che lo attraversa dal principio alla fine come una corrente di energia incontenibile. Lo si guarda e ascolta tutto d'un fiato, non come un adattamento bacchettone di un testo da sempre considerato [...] Vai alla recensione »

      domenica 12 gennaio 2020
      Cristina Battocletti
      Il Sole-24 Ore

      Perché, con tante storie da raccontare, la svagata genialità di Greta Gerwig ha scelto ancora l' epopea delle sorelle March, cui si erano già interessati il cinema muto (Harley Knoles, nel 1918) e poi George Cukor nel 1933 con Katharine Hepburn nel ruolo di Jo, Mervyn LeRoy nel 1949 mettendo nei panni di Amy Elizabeth Taylor e nel 1994 la regista Gillian Armstrong squadernando Winona Ryder, Gabriel [...] Vai alla recensione »

      sabato 11 gennaio 2020
      Marianna Cappi
      La Voce di Mantova

      La versione di Greto Gerwig - californiana, trentasettenne, "it girl" del cinema indipendente americano non è una modernizzazione, ma di certo porta in superficie quegli elementi di modernità che nel romanzo "Piccole donne" di Louisa May Alcott sono presenti benché finora non siano stati valorizzati dai molti adattamenti cinematografici. Elementi quali, ad esempio, l'ambizione creativa, la disparità [...] Vai alla recensione »

      sabato 11 gennaio 2020
      Mariarosa Mancuso
      Il Foglio

      Attenti, sta per scattare un'altra epidemia. Quando uscì "La versione di Barney" (avete già dimenticato Mordecai Richler? ingrati, vi sembra il modo?), tutti i maschi erano convinti di essere fascinosi, caustici e brillanti come Barney Panofsky - erano invece noiosi, serissimi, e assenti durante l'elogio del "totally unnecessary". Quando uscì "Zia Mame", tutte le signore erano convinte che Patrick [...] Vai alla recensione »

      sabato 11 gennaio 2020
      Federica Gregori
      Il Piccolo

      Le regole per un ottimo romanzo: dev'essere innanzitutto audace e, se ha per protagonista una ragazza, che questa si sposi entro la fine del libro o altrimenti muoia. Se i consigli dell'editore Dashwood a Jo March suonano spiritosi, per le nuove "Piccole donne" Greta Gerwig ha fatto sua soprattutto l'audacia. Quello della 36enne artista californiana è un nome che si è fissato nella mente di tanti spettatori [...] Vai alla recensione »

      sabato 11 gennaio 2020
      Alberto Pesce
      Giornale di Brescia

      Può sembrare anacronistico cine-rileggere l'ottocentesco romanzo di Louisa May Alcott ?Piccole donne?, storia di quattro sorelle, affettuosamente strette a mamma, benché frenate da modesta condizione sociale ansiose di vita e di sogni. Non varia l'ambiente in un villaggio del Massachusetts. Non variano i personaggi, mamma fedele al pragmatico motto ?prendi ciò che ti aggrada?, e, tra le figlie, Meg [...] Vai alla recensione »

      venerdì 10 gennaio 2020
      Serena Nannelli
      Il Giornale

      "Piccole Donne" torna al cinema in un nuovo appassionato adattamento. Dal libro di Louisa May Alcott sono già nate cinque trasposizioni cinematografiche (nel 1918, nel 1933, nel 1949, nel 1955 e nel 1994), un cartone animato e una serie tv. C'era quindi bisogno di una nuova versione? Probabilmente sì, visto che Greta Gerwig, alla seconda regia dopo l'acclamato "Lady Bird" e, prima ancora, interprete [...] Vai alla recensione »

      venerdì 10 gennaio 2020
      Alessandra De Luca
      Avvenire

      Così come accade per D' Artagnan e i tre Moschettieri, ogni generazione ha le sue ?piccole donne?, chiamate in causa da chi si appresta a fare il punto sull' evoluzione della condizione femmini-le, già lucidamente affrontata da Louisa May Alcott nel suo celebre e immortale romanzo del 1868. C' è ancora bisogno di Meg, Jo, Amy e Beth, insomma, per riflettere su come cambiano i tempi e sul diritto delle [...] Vai alla recensione »

      venerdì 10 gennaio 2020
      Andrea Giordano
      La Provincia di Como

      Un classico, capace di spiazzare,e rendersi moderno, attraversando generazioni, generi. "Piccole donne", scritto da Louisa May Alcott, pubblicato in due volumi tra il 1868 e il 1869, è di fatto uno dei quei romanzi di formazione, attuali, da rileggere per capirne l'essenza e quanto si avvicinano ai giorni nostri. La perfezione del libro, e della storia delle quattro sorelle March, è un caposaldo [...] Vai alla recensione »

      venerdì 10 gennaio 2020
      Nicola Falcinella
      L'Eco di Bergamo

      Sono le ?piccole donne? di un padre partito per combattere la Guerra di secessione, lasciando la famiglia a casa con qualche difficoltà economica. Le quattro sorelle March sono protagoniste del film omonimo di Greta Gerwig, settimo adattamento per lo schermo del romanzo di Louisa May Alcott pubblicato nel 1868. In realtà si tratta delle vicende dai due libri, compreso il seguito ?Piccole donne crescono?, [...] Vai alla recensione »

      venerdì 10 gennaio 2020
      Alison Willmore
      Vulture

      Da almeno cento anni artisti di ogni genere cercano di mettere il loro marchio sul romanzo di Louisa May Alcott: spettacoli di Broadway, cartoni animati, trasposizioni in epoca moderna, musical e almeno otto adattamenti per il cinema, tra cui il secondo film diretto da Greta Gerwig. La scelta più evidente compiuta da Gerwig è stata spezzettare il romanzo di Alcott e riarrangiarlo in base a dei temi, [...] Vai alla recensione »

      giovedì 9 gennaio 2020
      Gian Luca Pisacane
      Famiglia Cristiana

      Piccole donne si fa moderno. Ma non lo era già nel 1868? Certo. La Guerra di secessione sullo sfondo, il padre cappellano al fronte, la famiglia March che cerca di resistere. Il titolo nasce da una lettera inviata dal papà: ?So che saranno affettuose e buone con te, che faranno il loro dovere senza lagnarsi, e sapranno rendermi orgoglioso delle mie piccole donne?.

      giovedì 9 gennaio 2020
      Stefano Giani
      CineSalotto

      Gli uomini se li era portati via la guerra. Quella che rimaneva nell'America di metà Ottocento durante il conflitto di secessione era una cornice matriarcale con molte regole e poche speranze. Riuscire a raggiungere le ambizioni equivaleva a ingaggiare un'altra piccola grande guerra quotidiana contro pregiudizi e rigori in un'epoca in cui i ruoli erano fissi e le deroghe assenti.

      giovedì 9 gennaio 2020
      Valeria Brucoli
      Sentieri Selvaggi

      "è cosa ormai risaputa che uno scapolo in possesso di un vistoso patrimonio abbia bisogno soltanto una moglie. Questa verità è così radicata nella mente della maggior parte delle famiglie che, quando un giovane scapolo viene a far parte del vicinato - prima ancora di avere il più lontano sentore di quelli che possono essere i suoi sentimenti in proposito - è subito considerato come legittima proprietà [...] Vai alla recensione »

      giovedì 9 gennaio 2020
      Alessandra Levantesi
      La Stampa

      Nel settembre 1867, l'editore Thomas Niles invitò Louisa May Alcott a scrivere un libro per ragazze. Lei non fu entusiasta: ?Non mi piacciono le ragazze, e non ne conosco a parte le mie sorelle? annotò sul suo diario accingendosi a iniziare su un evidente, seppur sublimato, registro autobiografico il romanzo di cui 250 anni dopo stiamo ancora parlando.

      giovedì 9 gennaio 2020
      Maurizio Cabona
      Il Messaggero

      Ennesima versione cinematografica del romanzo di Louisa May Alcott, Piccole donne di Greta Gerwig è un film corale, come il libro, ma non ne ha lo svolgimento lineare. Anche sceneggiatrice, la Gerwig (suo era Lady Bird) introduce nella vicenda salti temporali che indicano una esigua capacità di raccontare. L' ALTER EGO Jo (Saoirse Ronan), alter ego della Alcott, è prima inter pares di una sorellanza [...] Vai alla recensione »

      giovedì 9 gennaio 2020
      Stefano Giani
      Il Giornale

      Nei giorni dell'avvio del processo Weinstein, icona dei soprusi del maschilismo protervo e arrogante, la società matriarcale americana si affaccia sul grande schermo che del lubrico produttore fu territorio di conquista. Attenzione, però. Piccole donne non è una vendetta femminista, anche se l'autodeterminazione rosa è mascherata solo per chi avesse fette di prosciutto sugli occhi.

      giovedì 9 gennaio 2020
      Giulia Bianconi
      Il Tempo

      Chi lo ha detto che una storia scritta da una donna, diretta da una donna e interpretata principalmente da donne debba essere apprezzata solo da un pubblico femminile? Diretto da una talentuosa regista, Greta Gerwin (di "Lady Bird"), e interpretato da brave e brillanti attrici come Saoirse Ronan, Emma Watson, Florence Pugh e Eliza Scanlen, "Piccole donne" è una pellicola che saprà appassionare il pubblico [...] Vai alla recensione »

      mercoledì 8 gennaio 2020
      Valeria Vignale
      Tu Style

      A metà dell'800 la "piccola donna" Jo March è già volto del "girl power". La più ribelle e inquieta delle 4 sorelle del romanzo ha fatto identificare generazioni di ragazze che sognavano di realizzarsi come donne e non solo come mogli e amanti. La regista Greta Gerwig ha raccontato la vita di Jo (Saoirse Ronan) e Meg (Emma Watson), Amy e Beth, mescolando atmosfere di ieri e sensibilità di oggi.

      mercoledì 8 gennaio 2020
      Raffaele Meale
      Quinlan

      Jo March, che si è trasferita a New York inseguendo il sogno di diventare una scrittrice, ripensa alle sue sorelle: l'immatura ma vitale Amy, la saggia primogenita Meg, la timida pianista Beth. Con loro è cresciuta, in attesa del padre al fronte durante la Guerra di Secessione, insieme alla genorosa e altruista madre. E ripensa anche a Laurie... Sono oltre centocinquanta anni che Piccole donne è [...] Vai alla recensione »

      martedì 7 gennaio 2020
      Veronica Flora
      Close-Up

      Chi è cresciuto con la versione del '49 di Mervyn Le Roy di Piccole donne non potrà dimenticare la varietà di chiome in technicolor delle sorelle March. Nella cornice di compostezza dei modi e della pur rassicurante messa in scena in stile american way of life trovavano spazi di fuga l'espressività sbruffona di Jo, la leziosità infantile di Amy (che preludeva alla futura prorompente femminilità della [...] Vai alla recensione »

      martedì 7 gennaio 2020
      Michele Anselmi
      Cinemonitor.it

      Modernità di "Piccole donne". Sì. Non sembri un controsenso o un'esagerazione. Il romanzo di Louise Mary Alcott (1832-1888) è stato portato al cinema innumerevoli volte, almeno quattro, a partire dalla prima versione sonora di George Cukor del 1933, con Katharine Hepburn nel ruolo di Jo, e tuttavia questa cine-rilettura di Greta Gerwig mi pare di gran lunga la migliore.

      martedì 7 gennaio 2020
      Roberto Manassero
      Film TV

      Per la sua versione di Piccole donne Greta Gerwig ha scelto l'unica opzione possibile per tornare su una storia che dopo 150 anni resta una lettura naturale per ogni generazione, e non solo per bambine e ragazze: ha affrontato il romanzo di Louisa May Alcott da lettrice, identificandosi con l'autrice e con la ribelle e volitiva Jo (com'è noto alter ego della stessa Alcott) non per vanità ma per recuperare [...] Vai alla recensione »

      martedì 7 gennaio 2020
      Emanuela Martini
      Cineforum

      Tutto comincia dal secondo capitolo della serie: Piccole donne crescono, uscito nel 1869, un anno dopo la pubblicazione e il grande successo di Piccole donne. In realtà, i due libri sono un tutto unico: la storia dell'adolescenza e dell'ingresso nella maturità delle quattro sorelle March, Meg, Jo, Beth e Amy. Libro "pedagogico", si dice, ma di una pedagogia strana e controcorrente, come quella che [...] Vai alla recensione »

      sabato 4 gennaio 2020
      Marina Visentin
      Cult Week

      "Senza regali il Natale non sarà un vero Natale", esclama Jo March. E subito le fa eco la giudiziosa sorella Meg: "Che cosa triste essere poveri". "Non è giusto che alcune ragazze abbiano tutto e altre nulla!" ribatte la petulante Amy. Mentre la dolce Beth conclude: "Ma noi almeno abbiamo il papà e la mamma e siamo in quattro sorelle". è con questo scambio di battute edificanti ma non troppo che [...] Vai alla recensione »

      giovedì 2 gennaio 2020
      Alessandra De Luca
      Ciak

      Il romanzo di Louisa May Alcott Piccole donne, sul passaggio dall'adolescenza all'età adulta delle sorelle Meg, Beth e Amy Mara, è stato trasposto sia a teatro, sia in forma di radiodramma, di musical e in versione operistica. Al cinema è approdato la prima volta nel film muto del britannico Alexander Butler (1917). Questo di Grata Gerwig è l'ottavo adattamento su grande schermo.

      lunedì 30 dicembre 2019
      Benedetta Bragadini
      Rolling Stone

      Che Louisa May Alcott si identificasse in Jo March, la sua splendida eroina impegnata a diventare una scrittrice sfidando le imposizioni sociali, è storia della letteratura. Ma nel nuovo adattamento di Piccole donne by Greta Gerwig è impossibile capire qual è il confine tra la regista stessa, Alcott, Jo, la sempre più (bella e) brava Saoirse Ronan e persino Amy March (tra poco ci arriviamo).

      martedì 24 dicembre 2019
      Teresa Marchesi
      Huffington Post

      Notizia: c'è un fai-da-te di "Piccole donne" - il testo-base che da un secolo e mezzo educa, non per modo di dire, piccole donne lettrici ai diritti di parità - pronto da ricalcare. Da nuova icona dell'intellighentsia newyorchese fighetta, Greta Gerwig sdogana la fabbricazione domestica di trasposizioni su schermo a misura del proprio ego e dei propri traguardi.

      giovedì 19 dicembre 2019
      Marina Sanna
      La Rivista del Cinematografo

      La vita è troppo breve per rimanere arrabbiati a lungo, soprattutto con la propria sorella, dice Jo (Saoirse Ronan) ad Amy (Florence Pugh) la mattina dopo aver scoperto che Amy ha bruciato il suo manoscritto incompleto. Queste parole, farfugliate tra le lacrime, sono il segreto, il cuore pulsante di Piccole donne di Louisa May Alcott e del film di Greta Gerwig.

      martedì 17 dicembre 2019
      Sara Del Corona
      Marie Claire

      Sono già state dette un mucchio di cose su questo film e la sua regista. E non c'è bisogno di raccontare la storia delle sorelle March, che ormai è un classico come Cappuccetto Rosso. Quindi ci prendiamo lo spazio per spiegare perché secondo noi questa versione è imperdibile e riesce a dare un calcione a tutte le precedenti. 1) Si prova un intenso piacere visivo nel seguire i movimenti, i colori, le [...] Vai alla recensione »

      NEWS
      HOMEVIDEO
      giovedì 7 maggio 2020
       

      Tratto dal celebre romanzo di Louisa May Alcott, il film si prende le sue libertà e parla al pubblico contemporaneo. Vai all'articolo »

      BOX OFFICE
      giovedì 16 gennaio 2020
      Andrea Chirichelli

      Non cambia il podio dei film più visti: Tolo Tolo (guarda la video recensione) ottiene altri 345mila euro e sale a 42,1 milioni complessivi, mentre Piccole Donne (guarda la video recensione) conserva il secondo posto ottenuto l’altro ieri, [...]

      VIDEO
      giovedì 9 gennaio 2020
       

      La sagoma di Jo, di spalle, che guarda oltre un vetro, come una madre guarderebbe un neonato in un nido. Qualcosa nascerà, oltre quel vetro: il suo romanzo, "Piccole Donne". Quelle di Greta Gerwig partono da qui.

      VIDEO RECENSIONE
      mercoledì 8 gennaio 2020
      A cura della redazione

      La sagoma di Jo che guarda oltre un vetro, come una madre guarderebbe un neonato in un nido. Qualcosa nascerà, oltre quel vetro: il suo romanzo, "Piccole Donne". Quelle di Greta Gerwig partono da qui. Il famoso "Natale non sarà Natale senza regali" arriverà [...]

      NEWS
      mercoledì 27 novembre 2019
       

      Tratto dall'omonimo romanzo di Louisa May Alcott, il percorso di crescita di una famiglia composta da sole donne. Vai all'articolo »

      POSTER
      lunedì 11 novembre 2019
       

      Nel 1861 il signor March viene richiamato alle armi nel corso della guerra di secessione americana. La gestione della famiglia viene affidata quindi alla moglie, una donna molto forte che si dedica alle sue quattro figlie: Jo, Meg, Beth ed Amy.

      POSTER
      martedì 29 ottobre 2019
       

      Nel 1861 il signor March viene richiamato alle armi nel corso della guerra di secessione americana. La gestione della famiglia viene affidata quindi alla moglie, una donna molto forte che si dedica alle sue quattro figlie: Jo, Meg, Beth ed Amy.

      TRAILER
      giovedì 12 settembre 2019
       

      Regia di Greta Gerwig. Un film con Saoirse Ronan, Emma Watson, Florence Pugh, Eliza Scanlen, Timothée Chalamet. Da giovedì 9 gennaio al cinema. Guarda il trailer »

      OVERVIEW
      martedì 3 settembre 2019
      Massimiliano Carbonaro

      Il cast vede insieme Saoirse Ronan ed Emma Watson, ma anche Meryl Streep e Laura Dern. Dal 9 gennaio al cinema. Vai all'articolo »

      winner
      migliori costumi
      Premio Oscar
      2020
      winner
      migliori costumi
      BAFTA
      2020
      winner
      miglior scenegg.ra non origin.
      Critics Choice Award
      2020
      winner
      film dell'anno
      AFI Awards
      2020
      winner
      miglior regia
      NSFC Awards
      2020
      winner
      miglior attrice non protag.
      NSFC Awards
      2020
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